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Quest’anno niente CUD per posta! Problemi telematici? Come fare?

Le innovazioni tecnologiche stanno prendendo sempre più piede nel rapporto tra contribuenti ed amministrazione pubblica. Con la Legge di Stabilità, anche l’Inps ha previsto una sempre maggiore comunicazione telematica con il contribuente. Da quest’anno i CUD possono essere visualizzati e stampati attraverso modalità telematica con il proprio PIN. Molte critiche sono state volte a questa innovazione, la problematica è però che molte persone anziane hanno difficoltà  nell'utilizzo  di tali strumenti, e sovente non è stato nemmeno richiesto il PIN per poter accedere a questo servizio. Allora come fare per risolvere questo problema “telematico” ed avere ancora il vecchio CUD cartaceo per chi proprio non ce la fa? Vi sono due possibili soluzioni a riguardo:                                     i ...

Non siete convinti delle loro motivazioni? – Pensate anche all’Autotutela!

Nel ricevimento di alcune tipologie di comunicazioni o atti, da parte dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente può non trovarsi d’accordo con la pretesa dell’Ente, magari perché ad esempio non sono state considerate delle detrazioni d’imposta che spettavano, oppure perché potrebbe ritenere in calcolo in qualche modo errato. In questi casi, il contribuente se ne ravvisa le giuste motivazioni, può presentare un’istanza, denominata Istanza di Autotutela , nella quale richiedere l’annullamento o la revoca dell’atto stesso. E’ importante sottolineare, prima di analizzare l’autotutela, che l’Agenzia delle Entrate non è costretta ad accogliere quanto formulato nell’ Autotutela , ne la stessa sospende in nessun modo il termine per la presentazione del ricorso presso la Commissione Tributaria Provinciale. Che cosa è, quindi, l’Autotutela? Quando ce ne possiamo servire? Introdotta con l’art 68 del DPR 287/1992. Il DM 37/1997 ha in seguito definito il regolamento per l’esercizio ...

Avvisi di Accertamento…ma entro quanto tempo ci vanno notificati?

Abbiamo più volte affermato come la notificazione sia elemento essenziale, la quale permette al contribuente di venire  conoscenza dell’atto o ei provvedimenti contenenti la pretesa dell’amministrazione finanziaria. Con la Sentenza 280/2005 la Consulta ha inteso sottolineare l’importanza di un principio, quello di permettere al contribuente di avere comunque dei riferimenti temporali certi, non rimanendo per questo in una situazione priva di limiti temporali. Diversi sono gli atti che l’amministrazione finanziaria può inviare o notificare al contribuente. Ci soffermiamo sugli avvisi di accertamento per la loro importanza. Gli avvisi di accertamento (ricordiamo che essi hanno natura anche di titolo esecutivo , il che significa che non dobbiamo più attenderci la cartella, ma gli stessi avvisi riportano l’intimazione ad adempiere) i riferimenti sono contenuti negli articoli 57 del DPR 633/72, 43 del DPR 600/73 e 25 del DPR  602/73. Gli avvisi devono essere notificat...

Cartella con a/e e relata in bianco? – Adesso è tutto Ok per Equitalia, lo dice la Cassazione!!!

La notificazione di atti (provvedimenti) o delle cartelle di pagamento segue, e deve seguire, regole ed impostazioni ben precise, in quanto la notificazione stessa è indispensabile per portare a conoscenza del contribuente la pretesa dell’amministrazione finanziaria. Vizi legati alle notificazioni hanno generato nel tempo, discussioni ed orientamenti diversi. In particolare per quanto riguarda la notificazione a mezzo servizio postale di cartella di pagamento (Equitalia), con semplice a/r e senza compilazione della relata di notifica, gli orientamenti delle Commissioni Tributarie si sono mosse quasi unanimemente (CTP di Lecce, Sent. 909 del 23.10.2009, CTP di Vicenza n. 33/07/12, CTP di Foggia n. 191/04/12, CTP di Bari n. 110/2012, CTP di Milano n. 62/22/10, CTR Lombardia n. 141/2009…) nel sottolineare che tale “mancanza” fosse in realtà un irregolarità più grave di un semplice vizio formale, determinandone l’inesistenza addirittura (e ciò che non esiste non può essere pagato!)...

Cessione d’impresa – Acquisto di attività commerciale – i vecchi debiti con il fisco chi li paga?

L’acquisto di un’attività già avviata è sicuramente un’alternativa  all'implementazione  ex novo di una nuova realtà d’impresa. Tale acquisto rientra in una delle fattispecie della Cessione d’Impresa – che è da intendersi come “ il trasferimento di un’entità economica organizzata in maniera stabile la quale, in occasione del trasferimento, conservi la sua identità e  consenta  l’esercizio di un’attività economica finalizzata al perseguimento di uno specifico obiettivo” (Corte Di Cassazione, Sentenza 21481 del 09.10.2009) Al di là delle modalità operative, delle problematiche fiscali e contabili, vogliamo soffermarci sulla tematica dei debiti  nella cessione d’impresa. Il cessionario (colui che acquista l’impresa) deve pagare tutti i debiti i vecchi debiti con il fisco del cedente? Debiti verso fornitori - L’art. 2560 del codice civile afferma: “ L’alienante non è liberato dai debiti, inerenti  all'esercizio  dell’azienda ceduta an...

Commercio Elettronico – Lo scontrino c’è o no?

Con la Risoluzione n. 274/E – 05.11.2009 – l’Agenzia delle Entrate , ha chiarito alcuni dubbi operativi riguardo l’emissione di fattura nell’attiva di commercio elettronico. Il commercio elettronico, infatti, viene distinto in: ·        commercio elettronico diretto à beni virtuali (Quando il bene può essere trasferito non fisicamente ma telematicamente) ·        commercio elettronico indiretto à beni fisici (Quando il bene viene consegnato fisicamente al cliente) Benché vi sia l’obbligo di registrazione dei corrispettivi per l’esercente attività di commercio elettronico, lo stesso non è obbligato all’emissione di fattura – tranne se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione – ne all’emissione di scontrini o ricevute fiscali. Il problema sorge per molti con riguardo alla garanzia che di solito fa riferimento allo scontrino. Si ritiene possibile ovviare a questa problematic...

Accertamento con adesione – mancato pagamento di una rata … ed ora?

Qualora il contribuente consideri la pretesa dell’amministrazione finanziaria infondata, in tutto o in parte, può ricorre dinanzi alla Commissione Tributaria, esperendo il proprio diritto di far riconoscere le proprie argomentazioni e considerazioni. Il legislatore, nel corso degli anni, ha voluto definire degli “istituti”, definitivi “ istituti deflattivi del contenzioso tributario” , al fine di evitare l’instaurarsi di una lite tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria, affermando allo stesso tempo, la volontà di una sempre più chiara collaborazione tra fisco e contribuente. Tra i vari istituti esperibili sicuramente riveste un ruolo importante quello dell’ Accertamento con Adesione . In sostanza il contribuente instaura un contraddittorio con l’Agenzia, avvenendo ad una definizione di accertamento concordato, attraverso un “dialogo” tra contribuente ed Agenzia stessa.   In linea generale, tale istituto è esperibile dopo aver ricevuto un avviso di accert...